Il panorama turistico sta subendo ulteriori trasformazioni, rendendo imprescindibile considerare l’impatto dell’emergenza climatica. La domanda turistica, soprattutto a livello internazionale, si sta evolvendo, con l’avvento di nuovi strumenti e soluzioni online. Contestualmente, destinazioni e aziende stanno adottando nuove politiche strutturali nei loro modelli di business, incorporando piani d’azione climatica innovativi.

Questo cambiamento di prospettiva è stato denominato “turismo climate-sensitive” a partire dall’anno scorso, diventando il marchio del progetto di ricerca omonimo di ENIT, sviluppato da Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura di Torino in collaborazione con Studio Giaccardi e Associati.

Questo progetto rappresenta una novità in Italia, seguendo l’esempio di iniziative simili in altre importanti destinazioni europee come Spagna, Francia, Austria, Slovenia, Grecia, Irlanda e Scozia.

Durante l’evento presso lo stand di ENIT alla BIT 2024, sono stati presentati diversi elementi chiave:

  • Un piano d’azione per sviluppare un modello di valutazione dell’impatto dell’emergenza climatica sul turismo, insieme al progetto di ricerca “L’impatto del cambiamento climatico sul turismo culturale: Strategie e best practice dalle designazioni UNESCO“, curato da Paola Borrione, responsabile delle ricerche e presidente della Fondazione Santagata.
  • Una metodologia scientifica per l’adattamento climatico, presentata da Rodolfo Baggio, ricercatore e docente presso l’Università Bocconi.
  • I risultati di un’indagine sul cambiamento climatico e il suo impatto sulle imprese e le destinazioni turistiche italiane ed europee, insieme al programma dei prossimi passi del progetto Turismo Climate-sensitive fino a ottobre 2024, guidato da Marco Antonioli, capo analista dello Studio Giaccardi & Associati.
  • Dati relativi alla comunicazione sui social media riguardanti il clima e il turismo, oltre alle prenotazioni aeree per il 2024, forniti da Elena di Raco, responsabile del Centro Studi ENIT.

Alcuni punti salienti dell’incontro includono:

  1. Gli eventi climatici estremi colpiscono principalmente le persone e i loro beni.
  2. Il turismo è una delle attività più esposte, specialmente in Italia, che si trova nel cuore dell’area mediterranea, dove gli eventi climatici estremi sono accelerati del 20%.
  3. Il 2023 è stato registrato come l’anno più caldo di sempre, secondo i dati del Copernicus Climate Change Service.
  4. Il progressivo aumento delle temperature medie, causato dall’effetto serra, sta già influenzando criteri, tempistiche, modalità e costi delle vacanze, sia al mare che in montagna, all’aria aperta, nelle città d’arte e nei siti archeologici e museali.

In risposta a ciò, destinazioni turistiche, OTA (Online Travel Agencies) e aziende stanno modificando le loro strategie, integrando il rischio climatico nei loro modelli di business e coinvolgendo gli stakeholder nelle decisioni. I clienti stessi stanno considerando sempre di più le previsioni climatiche nel pianificare i loro viaggi, come evidenziato dal 51% dei partecipanti a un sondaggio di Booking del 2023. Inoltre, sono disponibili piattaforme online che consentono di prendere decisioni di viaggio basate su tali previsioni.