Contesto
Nel maggio 2014, piogge eccezionalmente intense hanno colpito la Serbia, causando un rapido e significativo innalzamento dei livelli dei principali fiumi nelle aree occidentali, sud-occidentali, centrali ed orientali del paese. Questo ha provocato gravi inondazioni e frane. Intere zone urbane e rurali sono state sommerse dall’acqua, isolate e prive di elettricità e/o comunicazioni per diversi giorni, con conseguenze drammatiche: numerose famiglie sfollate, perdita di posti di lavoro e interruzioni dei mezzi di sussistenza. Questa alluvione è stata il disastro naturale più grave che la Serbia abbia affrontato negli ultimi 120 anni.
Fasi di lavoro
Il team di CSS-Ebla, guidato da Alessio Re, è stato incaricato dall’UNESCO di coordinare la valutazione dei danni, con particolare attenzione alle infrastrutture culturali e comunitarie.
Il gruppo di lavoro ha collaborato con il Ministero della Cultura serbo e altri attori nazionali per garantire un’analisi completa dell’impatto sulle risorse culturali e sulle infrastrutture comunitarie.
Il rapporto è stato sviluppato in partnership con organizzazioni globali di rilievo, tra cui l’Unione Europea, la Banca Mondiale e le principali agenzie delle Nazioni Unite (UNDP, UN-HABITAT, UNICEF, UNEP, FAO, UNESCO). La collaborazione ha coinvolto anche tutti i Ministeri e i rappresentanti del Governo serbo.
Risultati attesi
- Una valutazione dettagliata dei danni causati dall’alluvione, in particolare sulle infrastrutture culturali e comunitarie.
- Raccomandazioni per il recupero e la mitigazione dei rischi futuri.
- Supporto alla Serbia per mobilitare risorse nazionali e internazionali al fine di ricostruire e salvaguardare il proprio patrimonio culturale.
Maggiori informazioni
Il rapporto completo, che offre un’analisi approfondita degli impatti e delle soluzioni proposte, è disponibile per il download al link.
