Fondazione Santagata ha recentemente avviato il progetto “4C – deCarbonizzazione in Campo Culturale e Creativo” per rispondere all’attuale emergenza climatica. La ricerca mira a individuare misure concrete per ridurre le emissioni in tutti i settori culturali italiani e raggiungere la neutralità di carbonio entro il 2050.

Ad oggi, analizzare il settore delle industrie culturali e creative significa riconoscere e comprendere la forte interdisciplinarietà relativamente a tutti quei settori – patrimonio culturale, sistema della creatività, cultura materiale, turismo, industria dei contenuti, ma anche industria manifatturiera – che fanno della cultura un settore dalle solide connessioni, talvolta esplicite, talvolta meno, con le strutture socioeconomiche italiane e dalla capacità e potenzialità di trainarne lo sviluppo economico e sociale.

Il ruolo delle politiche culturali per la decarbonizzazione

“Il settore culturale è parte del problema; esso, però, è anche una parte cruciale della soluzione” (De Vries, 2021), quale elemento intersettoriale di catalizzazione del cambiamento.

Il contesto italiano

Così come a livello internazionale, anche in Italia il settore si sta muovendo, quindi, verso proposte concrete che gli permettano di affrontare nuove sfide, ivi inclusa la crisi climatica e ambientale. In questo panorama la ricerca “4C – deCarbonizzazione in Campo Culturale e Creativo” si configura come il primo studio nazionale volto a esplorare in maniera trasversale tutti i settori culturali, sottolineando l’assoluta necessità di adottare strategie incisive per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Prime evidenze e sfide emergenti

Dai primi dati raccolti emerge una crescente sensibilità ambientale nei fruitori, con un terzo di essi che richiede esplicitamente agli enti di affrontare tematiche ambientali. Tuttavia, il 75% delle organizzazioni non dispone di un piano d’azione operativo sulla sostenibilità, e il 73% non è dotato di personale dedicato e, a livello di misure quali criteri di sostenibilità per la scelta dei fornitori o pratiche di compensazione delle emissioni, vi è un numero molto ridotto di organizzazioni già attive.

Riferimenti:

AgCult
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6 luglio 2024
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