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2022

Una proposta per lo sviluppo economico del distretto culturale di San Gregorio Armeno: il ruolo dell’arte, della cultura e del design industriale

La fama del presepe napoletano supera ormai da secoli i confini di San Gregorio Armeno, la famosa via-distretto del cuore storico della città dove sin dagli inizi dell’Ottocento sono prodotti i manufatti e i pastori della scenografica natalità cristiana, per diventare cultura universale. A dire il vero nel concetto di fama si mescolano due beni distinti: la reputazione e la cultura. Ora, mentre la reputazione presepiale è un bene che evolve nel tempo a seconda dell’investimento in qualità che gli attori del distretto di San Gregorio Armeno – artisti, artigiani e rivenditori – attuano quotidianamente, la cultura presepiale napoletana è un bene che appartiene alla storia e alla civiltà del luogo. Se la reputazione può essere persa o rovinata da un mancato ricambio generazionale, da eventi negativi imprevisti o da un declino inatteso della creatività degli scultori o della qualità dei beni, la cultura è un bene permanente che una comunità esprime come emblema della propria storia e identità. Cultura e reputazione si intrecciano e si rafforzano reciprocamente nel definire e storicizzare il sapere pratico e l’immagine estetica del Presepe Napoletano. Tuttavia, se da un lato la cultura del presepe di San Gregorio Armeno ha contribuito a consolidarne l’immagine nazionale e internazionale, dall’altro si confronta in questi anni con una capacità produttiva, nonostante tutto, limitata. Le potenzialità e il valore culturale di San Gregorio Armeno sono tali che nessuna meta è al di fuori della portata di una buona iniziativa industriale locale.