Il 21 settembre 2023 a Palazzo Carignano, nell’ambito del World Tourism Event, di cui Fondazione Santagata è partner scientifico insieme all’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale, si è tenuta una tavola rotonda moderata dalla Fondazione Santagata in collaborazione con Matteo Rosati (UNESCO Regional Bureau for Science and Culture in Europe).

Temi centrali dell’incontro sono stati sostenibilità, tutela e valorizzazione del patrimonio a fronte di un crescente interesse turistico.

I siti Patrimonio UNESCO sono sempre più chiamati a curare le opportunità di valorizzazione turistica contro un turismo sempre più massificato e inconsapevole. Diventa quindi fondamentale saper interpretare i valori del patrimonio per trasformare il turismo informativo in un’occasione di turismo esperienziale, nel rispetto dei luoghi e delle comunità ospitanti.

A confrontarsi su questi temi, condividendo esperienze e buone pratiche, sono intervenuti: Marco Biazzetti (Ente Turismo Giordania), Claudio Cecchinelli (Comune di Bergamo), Roberto Cioppi (Comune di Urbino), Serena Codeglia e Sandra Torre (Comune di Genova), Silvia Donatiello (Gran Canaria), Renato Lavarini (Forum Biella Città Creativa 2023), Donatella Murtas (Referente dell’elemento UNESCO “Arte della costruzione in pietra a secco: conoscenza e tecniche”, Direttrice di ITLA ITALIA APS), Patrizia Nardi (Referente dell’Elemento UNESCO “Le feste della rete delle grandi Macchine a spalla”), Rosa Oberto (Vice-presidente della Cooperativa Terre del Barolo), Valeria Pirodda (Ente Nazionale del Turismo Giapponese).


Le comunità

Durante il dibattito è emerso il valore delle comunità, nello specifico in relazione alle seguenti azioni che esse possono svolgere:

  • Preservazione delle Tradizioni: le comunità sono spesso i custodi di tradizioni antiche, pratiche rituali, storie e leggende che fanno parte della loro identità culturale. Mantenendo queste tradizioni, le comunità contribuiscono a preservare la loro storia e la loro cultura;
  • Promozione dell’Identità Culturale: il patrimonio immateriale delle comunità contribuisce a definire la loro identità culturale unica. Questa identità può essere un elemento di orgoglio per i membri della comunità e può contribuire a rafforzare il senso di appartenenza;
  • Scambio Interculturale: il patrimonio immateriale delle comunità spesso comprende pratiche culturali che possono essere condivise con altre comunità e culture. Questo favorisce lo scambio interculturale, la comprensione reciproca e la coesistenza pacifica;
  • Sviluppo Economico e Turismo Sostenibile: in molte regioni del mondo, il patrimonio immateriale delle comunità può diventare una risorsa economica attraverso il turismo culturale. Questo può contribuire allo sviluppo sostenibile delle comunità locali;
  • Innovazione Culturale: le comunità sono in grado di rinnovare e adattare il loro patrimonio immateriale alle sfide e alle opportunità dei tempi moderni. Questa capacità di innovazione culturale è un valore aggiunto per la società nel suo complesso;
  • Patrimonio Vivente: il patrimonio immateriale è dinamico e in continua evoluzione. Le comunità lo vivono e lo praticano, contribuendo così a mantenerlo vivo e attuale.

Per queste ragioni, è fondamentale proteggere, promuovere e valorizzare il patrimonio immateriale delle comunità. Organizzazioni come l’UNESCO lavorano per riconoscere, documentare e preservare questo patrimonio, contribuendo così alla diversità culturale globale e alla comprensione reciproca tra le comunità di tutto il mondo.


Porre l’essere umano al centro

Roberto Cioppi, Assessore al Turismo e al Centro Storico Patrimonio Mondiale del Comune di Urbino, ha sottolineato come al centro delle azioni del sito UNESCO “Centro Storico di Urbino” vi sia la volontà di riportare l’attenzione sull’uomo e sulla qualità della vita: questa missione si sta traducendo in un modello di gestione del territorio che lo salvaguarda, in un’ottica di sostenibilità e sviluppo economico. Alcuni modi in cui questo modello è stato, ed è tuttora, messo in pratica sono la conduzione di studi sulla gestione del rischio di terremoti e del cambiamento climatico, l’adozione di colture biologiche e il tentativo preciso di decentrare il turismo, spingendolo anche al di fuori del centro, puntando per esempio sulla cucina locale.


Viaggiatori, non turisti

Molti ospiti hanno sottolineato l’importanza di rivolgersi a viaggiatori consapevoli e attenti alle tematiche della sostenibilità, del rispetto del territorio e del suo patrimonio. Tale consapevolezza comporta una fruizione più rispettosa dei siti UNESCO e di norma una permanenza prolungata rispetto alle modalità tipiche del turismo di massa.


La tavola rotonda, ricca di spunti di riflessione, si è conclusa con proposte concrete per un nuovo modello di gestione del patrimonio che guardi alle comunità puntando al loro coinvolgimento diretto, e per la promozione di un turismo lento e consapevole attraverso la valorizzazione di un patrimonio non più inteso sensazionalmente come pochi punti isolati su una mappa, ma come un insieme capillare di ricchezze materiali e immateriali che costituiscono la storia e la cultura di un territorio.

 

Parlano di noi:A Torino il Forum Patrimonio Mondiale Agenda 2030“, Paola Tournour-Viron per TTG Italia