Il progetto 4C, promosso da Fondazione Santagata con il sostegno di Banca d’Italia e Fondazione CRT, rappresenta il primo studio sistemico a livello nazionale volto a mappare gli impatti ambientali delle industrie culturali e creative in Italia e definire misure concrete per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

CONTESTO

Il settore culturale e creativo in Italia ha un impatto rilevante sia in termini economici che simbolici: rappresenta il 5,6% del valore aggiunto nazionale, occupa circa 1,55 milioni di persone (6% della forza lavoro) e contribuisce a definire l’immaginario e i comportamenti collettivi (dati Symbola, 2023).

Tuttavia, a fronte delle sfide poste dalla crisi climatica globale, emerge con forza la necessità di trasformare questo comparto in ottica sostenibile. L’Unione Europea ha fissato l’obiettivo della neutralità climatica al 2050, e per raggiungerlo è fondamentale intervenire anche su quei settori – come la cultura – che, pur non essendo tradizionalmente considerati “energivori”, generano impatti ambientali significativi e spesso trascurati.

Ispirandosi a esperienze internazionali consolidate (Julie’s Bicycle – Regno Unito, Decarbonons la Culture – Francia), 4C si propone come modello italiano per la misurazione e la riduzione dell’impronta ecologica nel settore culturale.

OBIETTIVI

La ricerca ha come obiettivi principali:

  • Mappare lo stato attuale delle emissioni nei diversi ambiti culturali italiani;
  • Identificare le principali fonti di impatto ambientale e settori prioritari per l’intervento;
  • Analizzare criticità e bisogni in termini di governance, organizzazione, formazione e collaborazione intersettoriale;
  • Comparare la situazione italiana con modelli internazionali e best practices;
  • Definire strategie e misure concrete, scalabili e realistiche per ridurre le emissioni, coerenti con le specificità del sistema culturale italiano.

FASI DI LAVORO

La metodologia adottata si articola in sette fasi operative, integrate da un approccio scientifico e partecipativo:

  1. Analisi della letteratura scientifica e dei riferimenti normativi su transizione ecologica e cultura, a livello nazionale e internazionale.
  2. Sviluppo di un framework di valutazione ambientale per le organizzazioni culturali, tramite questionario: include consumi energetici, emissioni dirette e indirette, uso di risorse idriche, mobilità e gestione dei rifiuti.
  3. Analisi delle are di impatto per tipologia di attività/settore, per identificare gli ambiti più critici.
  4. Analisi comparata di buone pratiche e criticità sistemiche, considerando vincoli normativi, capacità organizzative, risorse disponibili.
  5. Coinvolgimento degli stakeholder attraverso interviste qualitative: enti culturali, enti locali, settore privato e società civile.
  6. Definizione di buone pratiche adattabili, selezionate in base a fattori territoriali e operativi.
  7. Proposta di linee guida e policy a livello nazionale e locale, corredate da strumenti di monitoraggio e valutazione.

RISULTATI IN PILLOLE

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