21/03/2024 - Progetti e Ricerche dell'Osservatorio Decarbonizzazione / Innovare / Ricerca / Transizione Equa / In evidenza
La ricerca nazionale “4C – deCarbonizzazione in Campo Culturale e Creativo” per raggiungere le zero emissioni nel settore culturale entro il 2050
Area: TRANSIZIONE EQUA
Strumento: RICERCA
Periodo di svolgimento: 2024-2025
Luoghi di intervento: ITALIA
Il progetto 4C, promosso da Fondazione Santagata con il sostegno di Banca d’Italia e Fondazione CRT, rappresenta il primo studio sistemico a livello nazionale volto a mappare gli impatti ambientali delle industrie culturali e creative in Italia e definire misure concrete per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.
CONTESTO
Il settore culturale e creativo in Italia ha un impatto rilevante sia in termini economici che simbolici: rappresenta il 5,6% del valore aggiunto nazionale, occupa circa 1,55 milioni di persone (6% della forza lavoro) e contribuisce a definire l’immaginario e i comportamenti collettivi (dati Symbola, 2023).
Tuttavia, a fronte delle sfide poste dalla crisi climatica globale, emerge con forza la necessità di trasformare questo comparto in ottica sostenibile. L’Unione Europea ha fissato l’obiettivo della neutralità climatica al 2050, e per raggiungerlo è fondamentale intervenire anche su quei settori – come la cultura – che, pur non essendo tradizionalmente considerati “energivori”, generano impatti ambientali significativi e spesso trascurati.
Ispirandosi a esperienze internazionali consolidate (Julie’s Bicycle – Regno Unito, Decarbonons la Culture – Francia), 4C si propone come modello italiano per la misurazione e la riduzione dell’impronta ecologica nel settore culturale.
OBIETTIVI
La ricerca ha come obiettivi principali:
Mappare lo stato attuale delle emissioni nei diversi ambiti culturali italiani;
Identificare le principali fonti di impatto ambientale e settori prioritari per l’intervento;
Analizzare criticità e bisogni in termini di governance, organizzazione, formazione e collaborazione intersettoriale;
Comparare la situazione italiana con modelli internazionali e best practices;
Definire strategie e misure concrete, scalabili e realistiche per ridurre le emissioni, coerenti con le specificità del sistema culturale italiano.
FASI DI LAVORO
La metodologia adottata si articola in sette fasi operative, integrate da un approccio scientifico e partecipativo:
Analisi della letteratura scientifica e dei riferimenti normativi su transizione ecologica e cultura, a livello nazionale e internazionale.
Sviluppo di un framework di valutazione ambientale per le organizzazioni culturali, tramite questionario: include consumi energetici, emissioni dirette e indirette, uso di risorse idriche, mobilità e gestione dei rifiuti.
Analisi delle are di impatto per tipologia di attività/settore, per identificare gli ambiti più critici.
Analisi comparata di buone pratiche e criticità sistemiche, considerando vincoli normativi, capacità organizzative, risorse disponibili.
Coinvolgimento degli stakeholder attraverso interviste qualitative: enti culturali, enti locali, settore privato e società civile.
Definizione di buone pratiche adattabili, selezionate in base a fattori territoriali e operativi.
Proposta di linee guida e policy a livello nazionale e locale, corredate da strumenti di monitoraggio e valutazione.
RISULTATI IN PILLOLE
Il grafico mostra la distribuzione delle organizzazioni culturali all’interno dei nove settori culturali. Il settore Musei e Istituzioni Culturali rappresenta il 59,48% del campione. Seguito da Performing Art, Eventi Culturali e Festival e Educazione artistica e formazione. La composizione settoriale del campione riflette quella del settore culturale italiano, garantendo un’elevata rappresentatività dei risultati.
Il grafico mostra la distribuzione dei punteggi ottenuti dalle organizzazioni culturali rispetto agli indicatori Consapevolezza (a sinistra) e Attivazione (a destra). Ciascun segmento indica il numero delle organizzazioni che compongono ciascuna delle dieci classi di punteggio che va da 0 a 100. La linea tratteggiata rappresenta la media aritmetica.
Il grafico mostra la distribuzione delle organizzazioni culturali in base alla distanza dai target di decarbonizzazione, risultato della combinazione dei primi due indicatori. Le organizzazioni sono suddivise in tre aree/categorie in funzione della distanza. Minore è la distanza, maggiore è la vicinanza agli obiettivi di decarbonizzazione. La linea tratteggiata indica la distanza media del campione. Le etichette numeriche evidenziano il numero di organizzazioni per ciascuna dei tre gruppi di distanze (alta (N=78), media(N=422), bassa (N=270)).
Il grafico mostra i punteggi medi ottenuti dalle organizzazioni culturali italiane.
A livello regionale, le migliori performance si osservano in regioni come Trentino-Alto Adige, Calabria, Basilicata e Valle d’Aosta. Si osserva una consapevolezza maggiore nelle regioni del Nord (74,4%), ma un livello di attivazione più alto nel Sud (53%). Il confronto tra grandi organizzazioni centrali e piccole realtà periferiche rivela che queste ultime mostrano una distanza dai target mediamente più bassa (36,8%).
Il grafico mostra la posizione dei nove settori culturali analizzati rispetto ai tre indicatori. L’asse verticale indica il livello medio di consapevolezza, l’asse orizzontale quello di attivazione, mentre il colore dello sfondo rappresenta la distanza media dai target (dal verde, più vicino, al rosso, più lontano). La dimensione dei cerchi è proporzionale al numero di organizzazioni per ciascun settore.